22/03/2024

STÉPHAN CRASNEANSCKI: LE SCATOLE DI GODARD

30/03/2024 - 04/05/2024

Filmske mutacije e Apoteka – Spazio per l’arte contemporanea inaugurano la seconda parte della trilogia espositiva dell’artista multimediale Stéphan Crasneanski – LE SCATOLE DI GODARD, composta da fotografie di libri, collage, film e video estratti dall’archivio personale di Godard, con la presentazione del foto-libro What We Leave Behind | Dall’archivio di Jean-Luc Godard. Stéphan Crasneanscki reclama e riattiva artisticamente il museo personale del secolo del cinema di Godard come un caso studio di autoarchiviazione cinematografica radicale ripetendo numerosi tagli e reinquadramenti.

Il titolo del libro e della composizione sonora What We Leave Behind | Dall’archivio di Jean-Luc Godard, segue le tracce dei rizomatici spazi intermedi della ricerca artistico-curatoriale di Stéphane Crasneansky e del suo collettivo sperimentale Soundwalk Collective, intrapresa dopo essere stato introdotto nel 2014 nel vasto archivio di Godard, situato a Cantal, in Francia, da parte del fonico di Godard, François Musy. Serie infinite di scatole di cartone furono classificate e imballate dallo stesso Godard, senza denominazioni e senza numeri. Le scatole sono state aperte da Crasneanscki per un cine-occhio – fotograficamente remedializzato – segnato da una pedagogia di stampo godardiano che teorizza e terrorizza con dispiegamenti vertiginosi, interframe e sovrapposizioni, trasparenze e rispecchiamenti oscuri del testo, fusioni di strati ed esposizioni multiple, tagli e strappi di immagini trovate. Questa è la sfinge della fotografia imobilizzata, scriveva Serge Daney a proposito delle immagini ferme di Godard.

Ci troviamo di fronte a cornici delle sfingi di Godard, dietro i vetri museali nelle fotografie di Stéphan Crasneanscki. Alcune pongono solo 2 o 3 domande, cinematografiche o erotiche, ma la maggior parte imobilizza lo sguardo dello spettatore alleviando il desiderio di ingrandire le ombre delle immagini strappate. Assistiamo qui a pratiche di rallentamento, di addensamento, di simultaneità di sfogliamento di un falso raccordo fino all’embrione pittorico. Alle sfingi di Godard si contrappongono le trasparenze de La maja desnuda di Goya, la doppia estasi de La morte di Lucrezia di Guido Cagnacci, la cornice interventistica de La Speranza di Pierre Puvis de Charannes, La Maddalena penitente disincarnata di Georges de la Tour, la messa in scena rimontata del trattamento della Calunnia di Botticelli, lo strato inferiore de La morte e la donna di Munch. Sotto il testo di vetro, la mise-en-abîme fotografica attende l’ingrandimento attraverso gli occhi dello spettatore.

La divisione delle funzioni. Radio-orecchio: ascolto-montaggio! Lo sguardo-montaggio vede il cine-occhio! – ricorda Dziga Vertov nel manifesto Kinoki, estratto da una delle foto-scatole. Mentre il radio-orecchio di Stéphane Crasneansky ricercava il suono senza immagine situato nella collezione di registrazioni sonore mai utilizzate da Godard, prima e dopo lo scatto, il suo foto-occhio ha catturato delle fotografie d’archivio in 43 scatole immagazzinate. E poi, pure un’immagine in movimento per un suono registrato – il film. I lembi aperti di scatole di cartone rivelano gli strati superiori di fitte copertine di libri, appunti, ritagli, scatole di rullini, videocassette, nastri, scatole di fascicoli e bozze, diapositive e collage, fotografie e mappe, un tesoro di artefatti che erano i materiali della storia e del racconto cinematografico dopo il film.

La terza funzione. Il foto-libro – sfogliare come montaggio! Il foto-libro What We Leave Behind | Dall’archivio di Jean-Luc Godard rivela quattro serie di fotografie precisamente strutturate: SCATOLE – COLLAGE – NATURA MORTA – APPUNTI. Stéphan Crasneanscki e Abel Ferrara discutono tra le SCATOLE e i COLLAGE, mentre tra i COLLAGE e la NATURA MORTA leggiamo il saggio di Antoine de Baecque – L’inventario Godard: Come lui organizza la sua biblioteca. Il libro si apre con il prologo poetico The Hesitating Teacher (Il maestro esitante) di Patti Smith. Il libro artistico composto da foto-archivi è stato progettato da Tony Cederteg in accordo con la politica godardiana del confezionamento aperto. Il libro offre uno sguardo all’omonima mostra tenutasi a Parigi nel 2016, dove Crasneanscki ha esposto 164 fotografie provenienti da uno strato d’archivio di Godard ancora da scoprire. Godard non ha imballato tutti i tempi. Il tempo cinematografico dal 1980 al 2000 è conservato nelle scatole di Godard.

Le scatole non proteggono nello spazio ma rinviano nel tempo, scriveva Roland Barthes ne L’impero dei segni, a proposito dell’arte giapponese del confezionamento. Una delle trasparenze di Godard nel foto-libro di Stéphan Crasneanscki, accanto a pagina 115, è una piccola immagine in giallo e nero strappata da L’impero dei sensi di Oshima. Nella profondità del quadrato si riflette la rotazione del testo, in alto c’è il titolo L’Empire des sens in francese e l’iscrizione fisarmonica, scritta a mano, mentre in basso, sul lato destro del foglio, galleggia un taglio pizzicato. La vita dell’archivio di Stéphan Crasneansky per i tempi rinviati delle scatole di Godard.

Tanja Vrvilo

Curatrici: Tanja Vrvilo, Branka Benčić

Produzione : Film-protufilm (Zagreb), Apoteka – prostor za suvremenu umjetnost (Vodnjan)
Partner: Studio Naegeli (Gstaad)
Supporto curatoriale: Anna Högl (Studio Naegeli)
In collaborazione con: Simone Merli, Douglas Pisterman – Soundwalk Collective, Christian Högl – Studio Naegeli, Tony Cederteg – Libraryman
Testi, appunti, traduzioni: Stéphan Crasneanscki, Patti Smith, Antoine de Baecque, Marina Schumann, Tanja Vrvilo
Trasporto: Tomislav Crnković (Panda Wheels)

Il programma si svolge nell’ambito di FILMSKE MUTACIJE – EVIDENZE, un progetto a lungo termine condotto dall’organizzazione artistica Film-protufilm sulla politica della curatela cinematografica e le modalità di trasmissione del dispositivo cinematografico nell’era digitale, a cura di Tanja Vrvilo.

Supporto: Hrvatski audiovizualni centar, Ministarstvo kulture i medija Republike Hrvatske, Zaklada Kultura nova, Grad Zagreb – Gradski ured za kulturu i civilno društvo, Language Barrier Productions, Grad Vodnjan, Istarska županija, TZ Vodnjan.

Fotografie, composizione sonora e libro per gentile concessione di: Stéphan Crasneanscki, Soundwalk Collective, Libraryman, Studio Naegeli.

Stéphan Crasneanscki è un artista multidisciplinare francese che vive e lavora a New York. Nel 2000 ha fondato Soundwalk Collective, una piattaforma del suono contemporaneo dove lavora con il produttore e artista sonoro Simone Merli e con un grande gruppo di artisti e musicisti su progetti a lungo termine che vengono registrati in luoghi specifici sviluppando pratiche artistiche discorsive concettuali, transnazionali e performative in diversi media: installazioni artistiche, danza, musica, film, libri, portanti sonori analogici e digitali. Il loro approccio alla composizione combina l’antropologia, l’etnografia, la narrativa non lineare, la psicogeografia, la politica del paesaggio e l’esplorazione dei metodi di registrazione e editing del suono. Tra i collaboratori figurano: Patti Smith, Abel Ferrara, Jean-Luc Godard, Jean-Luc Nancy, Sasha Waltz, Charlotte Gainsbourg, Jesse Paris Smith, Mulatu Astatke, Nan Goldin, H.E. Hussain Al Jassmi, Willem Dafoe, Zhou Dongyu, Nina Kraviz, Wim Wenders, Jean Nouvel, Isabelle Adjani, Elodie Bouchez, Laetitia Casta, Catherine Deneuve, Isabelle Huppert, Isild Le Besco, Anna Mouglalis, Charlotte Rampling. Alcuni spazi espositivi e performativi: Opéra de Lyon, CTM Festival, KW Institute of Contemporary Art, Barbican Centre, Berghain, Centre Georges Pompidou, Florence Gould Hall, Mobile Art by Zaha Hadid Hong Kong, MUDAM, MuCEM, Museo Madre, National Museum Singapore , New Museum, Palazzo Reale Milano, La Triennale, Radialsystem V, documenta14 ad Atene e Kassel, Funkhaus Berlino, Manifesta 12 Palermo e altri.

soundwalkcollective.com
libraryman.se/stephan-crasneanscki-what-we-leave-behind/
filmskemutacije.com

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